I videogame ormai sono sempre più inseriti nella nostra quotidianità.
Se una volta esisteva solamente un tipo di console e qualche gioco, che tra l’altro possedevano praticamente pochissime famiglie, ora invece sono presenti quasi in tutte le case.
Senza contare il fatto che al giorno d’oggi perfino i telefoni possono trasformarsi in un perfetto mezzo per giocare.
Il gaming è un vero e proprio fenomeno che fa un fatturato annuo davvero inimmaginabile.
Ma perché i più amanti di tutto ciò sono i bambini?
E’ giusto parlare di dipendenza quando si parla di bimbi?
A quanto pare no.
Una ricerca scientifica infatti ha dimostrato che in età scolare e pre adolescenziale è errato parlare di dipendenza vera e propria.
Infatti quando il bimbo deve staccarsi dal videogioco fa una grande fatica per un semplice motivo che va al di la della sua volontà.
Si tratta infatti di una area celebrale che non è ancora del tutto matura. Questa area è quella che va ad influire nelle scelte e che controlla impulsi e decisioni. Un’area che impiega ben 25 anni per essere davvero definibile come matura e completa.
Ecco quindi spiegata questa grande difficoltà nello lasciare i videogiochi nei bambini ed adolescenti.
Di certo questo non significa che possiamo lasciarli davanti allo schermo per ore, ma magari potremo arrabbiarci un po’ meno e capire che forse non è proprio tutta colpa loro se amano tanto quel gioco virtuale.
Ma attenzione perché il filo che divide questa immaturità dalla dipendenza è davvero molto sottile.
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